Corso di formazione La memoria recuperata. Strumenti digitali per gli Archivi storici II edizione (27 febbraio-25 luglio)

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Sono lieto di essere stato invitato, insieme al Direttore del nostro dipartimento, a porgervi i miei saluti che sono i saluti di tutti i docenti del Corso di Laurea magistrale in Scienze storiche. Sono particolarmente grato alla prof.ssa Monaca per essere qui e avrò il piacere di seguire i lavori dell’intero pomeriggio perché sono convinto che, come la scorsa edizione, questo corso sarà foriero di tanti stimoli importanti per i partecipanti, sono sicuro che li coinvolgerà a tal punto da determinare anche delle scelte future, appassionandoli a un percorso, quello archivistico e quello informatico, quello delle Digital Humanities, che sicuramente sarà di grande peso per il curriculum di ciascuno.

Rimettere in ordine e rendere fruibili i documenti del passato è uno dei compiti più importanti che uno stato, ricco oltremodo di archivi, come l’Italia, deve perseguire al fine di consentire agli storici di “recuperare la memoria”, di interpretare il passato. Imparare a riordinare i materiali primari grazie a un percorso formativo di archivistica e di digitalizzazione, significa superare quello che è il livello di base attualmente garantito dalla gran parte degli archivi italiani e mondiali, significa entrare dentro i documenti, sviscerarne una serie di informazioni e creare architetture digitali atte a consentire diversi percorsi di ricerca, a incrociare secondo delle parole chiave tutti i dati di riferimento presenti. Per fare ciò bisogna avere a disposizione un archivio, e voi lo avrete, hardware capaci, software adatti, e docenti preparati che si sono messi in gioco per avviarvi verso questo percorso. Significherà toccare con mano documenti antichi e, dopo averli letti, compresi, decifrati, sviscerati gli elementi chiave, catalogati, anche smaterializzarli. Per fare tutto questo bisognerà essere dotati di tanta buona volontà, tanto interesse e tanto entusiasmo.

Sentire il piacere tattile del manoscritto, del dattiloscritto, dell’inchiostro, della carta, della polvere depositata sui documenti…; il piacere visivo, della grafia, dei timbri, delle intestazioni…, il piacere olfattivo, dell’umidità e della carta. Sono piaceri condivisi solo da chi ama i documenti, archivisti e storici, soprattutto.

Sentire il piacere di decifrare un testo, di raccoglierne i dati e di utilizzarli per i data base, per organizzare queste architetture della fruizione del sapere diventa così un’operazione altamente affascinante che metterà sicuramente insieme le due anime di ciascuno di voi, quella rivolta al passato, ai documenti, quella rivolta al presente e al futuro, al digital divide.

Non posso che augurarvi quindi di fruire al meglio di questa opportunità, di questi docenti, di questi materiali, di queste tecnologie che vi saranno messi a disposizione.

Non c’è due senza tre. Quindi mi aspetto di essere di nuovo qui l’anno prossimo a salutarvi.

 

Presento brevemente ciascuno dei relatori che interverranno anche se presentarli può sembrare per alcuni pleonastico.

 

Mariangela Monaca, Professore ordinario di Storia delle Religioni presso il DiCAM qui in veste di Responsabile del progetto La memoria recuperata. Strumenti digitali per gli Archivi storici.

 

Daniela Novarese, Professore ordinario di Storia delle Istituzioni Politiche presso il Dipartimento SCIPOG (Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche) qui in veste di delegata all’Archivio Storico dell’Università di Messina.

 

Monica Bocchetta, Professore associato di Archivistica, bibliografia e biblioteconomia del DiCAM, qui in veste di Docente di Archivistica, Bibliografia e Biblioteconomia.

 

Salvatore Morante, Ingegnere dell’azienda Immedia S.p.A. (non SPA) specializzato in Analisi di processi e sistemi che curerà tutto l’aspetto informatico del progetto e saprà trovare la sintesi giusta tra il mondo umanistico e quello informativo.

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